I dipendenti di tutto il gruppo Intesa Sanpaolo sciopereranno il 2 luglio. Lo hanno deciso i sindacati dopo due giorni di trattativa con la banca. Secondo le organizzazioni sindacali la banca chiede di ridurre il costo del lavoro di 250 milioni di euro, una cifra dovuta alla impossibilità di mandare via 3 mila persone al seguito del decreto Fornero sugli esodati. |
''Riteniamo l'iniziativa aziendale – affermano Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub, Ugl e Uilca, in un comunicato unitario – grave ed inaccettabile. Abbiamo manifestato all'azienda la nostra consapevolezza della crisi in atto e consideriamo opportuna la doverosa attenzione manifestata nei confronti dei lavoratori già in esodo e di quelli che ancora non hanno lasciato il servizio, ma siamo totalmente contrari alle modalità e allo strumento che l'azienda intende utilizzare, con la riduzione indiscriminata del costo del lavoro di 250 milioni di euro e dei diritti dei lavoratori''.
I sindacati dicono no ''alla cancellazione dell'accordo del 29 luglio 2011, a pesanti sacrifici solo per i lavoratori, al peggioramento delle condizioni di lavoro, all'annullamento dell'attuale impianto normativo aziendale'' e chiedono ''l'immediato ritiro della procedura e il mantenimento degli accordi di armonizzazione''.